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25 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 10:33

Bambini che muoiono di fame, intere famiglie malnutrite, madri e padri che non sanno cosa dare da mangiare ai loro bambini. I volti scavati, le costole sporgenti, corpi scheletrici dallo sguardo disperato. Le immagini raccontano la tragedia senza fine della popolazione di Gaza e gli operatori sul posto riescono anche a quantificare la proporzione dell’abisso. Medici senza frontiere ha calcolato che il 25% dei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni e di donne incinte e che allattano sono malnutriti. I team di Msf, denuncia l’organizzazione in un comunicato, stanno accogliendo un numero crescente di pazienti malnutriti nelle cliniche, mentre loro stessi lottano per trovare cibo a sufficienza. Durante gli screening effettuati la scorsa settimana presso le strutture di Msf su bambini di età compresa tra i sei mesi e i cinque anni e su donne incinte e che allattano, il 25% dei pazienti era malnutrito, si legge. Nella clinica a Gaza City, il numero di persone registrate per malnutrizione è quadruplicato dal 18 maggio, mentre i tassi di malnutrizione grave nei bambini sotto i cinque anni sono triplicati solo nelle ultime due settimane. Msf denuncia che non solo i pazienti, ma anche lo staff sanitario “inizia a soffrire la carenza di cibo. Non si tratta solo di fame, ma di una fame deliberata, provocata dalle autorità israeliane“. Una colpa che il governo Netanyahu continua ad addossare ad Hamas, nonostante le innumerevoli conferme che arrivano dalla cronaca e dal mondo delle ong. E anche per Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati e sotto sanzioni americane, si tratta di “un crimine calcolato scientificamente dal governo israeliano, un obiettivo da raggiungere per convincere i palestinesi che sopravviveranno ad andarsene nel fenomeno che a Tel Aviv chiamano migrazione volontaria”.