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Ultimo aggiornamento: 12:31
Amnesty International aveva messo in guardia già il 5 settembre: se Israele non avesse immediatamente fermato il suo assalto su vasta scala a Gaza City e il progetto di sfollare centinaia di migliaia di persone e se nessuno nella comunità internazionale avesse fatto pressioni in tal senso, il già insopportabile livello di sofferenza della popolazione palestinese, alle prese con l’intenzionale campagna di riduzione alla fame e col genocidio, avrebbe avuto conseguenze catastrofiche e irreversibili.
E così è e sarà, in spregio a ogni norma del diritto internazionale e nel più totale disprezzo della vita umana.
A Gaza City si muore sotto i bombardamenti perché non si sa più dove andare, perché le persone affamate, ferite, malate o con disabilità non possono affrontare l’ennesimo trasferimento forzato.







