Sebbene negli ultimi giorni si siano verificati scontri inter-palestinesi nella Striscia di Gaza, tra un’Hamas indebolita e clan rivali, permane presso molti israeliani la convinzione che il grosso della popolazione della Striscia rimanga seguace del movimento terrorista. E complice morale, in qualche modo, delle stragi del 7 ottobre 2023 con cui Hamas ha scatenato il conflitto. A invitare alla cautela nel considerare i civili palestinesi come “ostaggi” del movimento, c’è la blogger israeliana Ella Kenan, 37 anni.
Nel suo articolo “La verità sul coinvolgimento dei civili nel massacro del 7 ottobre”, la Kenan invita a non illudersi che l’accordo di questi giorni segni l’inizio di una vera pace, dato che l’influenza di Hamas sulla società palestinese, anche attraverso le reti di parentela dei militanti, resterebbe forte. «La pace inizia con la consapevolezza della realtà - scrive - non si tratta di disumanizzare i palestinesi, ma di rifiutarsi di edulcorare la violenza. Perché la pace costruita sulla negazione non è pace. È solo una dilazione». Ovvero, una pausa prima di un ulteriore conflitto. Nel suo post, la blogger ha accluso filmati e foto di quel 7 ottobre che mostrano come i civili palestinesi, o almeno gran parte di essi, fossero entusiasti di ciò che consideravano un “eroico” attacco a Israele, festeggiando nelle strade e filmando coi cellulari i carri armati israeliani distrutti sulla frontiera e i civili israeliani catturati come ostaggi e portati dentro la Striscia su motociclette, quad o jeep.










