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Ultimo aggiornamento: 13:33

Nella Striscia la pace c’è ma non si vede, e, come accade dall’inizio del conflitto, scaturito dal massacro del 7 ottobre 2023 firmato da Hamas, le parti si rimpallano le responsabilità. I nodi restano, e sono complicati da sciogliere: gli islamisti non ci pensano proprio a farsi disarmare ed eseguono condanne a morte plateali di presunti collaborazionisti; l’esercito israeliano ha tracciato una linea gialla di sicurezza e chi la attraversa rischia la vita. Al Jazeera, emittente del Qatar, racconta che una famiglia di undici persone è stata uccisa a Zeitoun. La Protezione Civile di Gaza invece riferisce di nove vittime in seguito all’attacco dell’Idf contro un bus “che trasportava sfollati”, secondo le dichiarazioni raccolte dall’Afp da Mahmud Bassal, portavoce dell’agenzia che resta controllata da Hamas. L’esercito dello Stato ebraico parla di un “veicolo sospetto” che ha attraversato la linea gialla e si è avvicinato alle truppe; quest’ultime hanno sparato colpi di avvertimento ma il veicolo ha continuato ad avvicinarsi in modo tale da rappresentare una “minaccia imminente”. L’Idf ha sostenuto di aver agito in conformità con l’accordo di cessate il fuoco.