Nonostante l’allerta meteo, gli scrosci di pioggia e la chiusura delle scuole, a Genova una folla di persone con cartelli e bandiere della Palestina si è riunita davanti alla sede di Music for Peace, uno dei punti di partenza delle manifestazioni in programma per lo sciopero nazionale proclamato per la Palestina e il sostegno alla Global Sumud Flotilla, la missione politico-umanitaria in navigazione nel Mediterraneo per forzare il blocco navale di Israele nelle acque di Gaza. È qui a Genova che è stato annunciato lo stesso sciopero, del resto, in occasione dell’assemblea nazionale di Usb convocata al circolo del porto a San Benigno a inizio settembre. Ed è proprio il porto cittadino, di fatto, uno dei primi simboli del Paese che i promotori della protesta di oggi hanno scelto di bloccare.

Proclamato da Usb, appoggiato da altri sindacati di base tra cui Cobas, Cub, Adl e Sgb e una lunga serie di associazioni, movimenti e realtà indipendenti (per primo il Calp, il collettivo dei lavoratori autonomi del porto, in prima fila alla protesta contro gli armamenti da anni), lo sciopero generale arriva del resto dopo mesi di mobilitazione crescente, e a Genova in particolare pare un passaggio ulteriore naturale dopo la grande manifestazione dei 50mila di fine agosto, quando arrivarono da tutta Italia per accompagnare a salpare le prime barche italiane a partire con la Flotilla. E così ad aderire alla giornata per Gaza saranno ancora una volta ambienti e mondi anche molto diversi tra loro, gli stessi che a inizio mese si sono ritrovati a collaborare nella sede genovese di Music for Peace, l’organizzazione umanitaria che ha fatto da capofila nella raccolta dei beni di prima necessità da inviare a Gaza.