Ieri 23 settembre si è aperta davanti alla terza sezione penale presieduta dal giudice Ilio Mannucci Pacini, l’udienza pre dibattimentale che vede imputata l’influencer Chiara Ferragni per la vicenda del “Pandoro Gate“, un caso affrontato da Selvaggia Lucarelli su Il Fatto Quotidiano, e delle uova di Pasqua.
L’imprenditrice non era presente in aula ed è accusata di truffa continuata e aggravata. Con lei sono a processo l’ex braccio destro Fabio Damato, la manager Alessandra Balocco, da poco scomparsa e per questo è stata formalizzata l’estinzione del reato, e l’imprenditore Francesco Cannillo patron di Cerealitalia-ID.
È stata rinviata al prossimo 4 novembre l’udienza pre dibattimentale. Il giudice Ilio Mannucci Pacini, deciderà se accettare la costituzione come parti civili di due associazioni di consumatori (non il Codacons che aveva ritirato la sua denuncia dopo un accordo con la Ferragni) mentre una signora campana settantenne sta trattando per il risarcimento. È dunque probabile che la donna, l’unica consumatrice ad entrare come parte offesa, non parteciperà poi al procedimento come parte civile per gli eventuali danni.
Come riporta l’agenzia Ansa, il presunto danno sarebbe stato quantificato dalla persona offesa in circa 500 euro. “Voleva fare beneficenza – ha spiegato l’avvocata Cenciarelli – è una fervente cattolica, ci teneva e solo lo scorso aprile si è resa conto di quello che era successo, che la sua beneficienza non era andata a buon fine”.










