A quasi tre anni dalla deflagrazione del pandoro-gate e dopo che ha già versato milioni di euro in risarcimenti e donazioni, altre due associazioni di consumatori e una donna di 76 anni hanno chiesto di costituirsi parti civili nel processo per truffa aggravata che vede Chiara Ferragni alla sbarra per la beneficenza connessa alle vendite di prodotti. Per conoscere la sua sorte giudiziaria a Milano, l’influencer dovrà aspettare gennaio. Chiara Ferragni sta cercando di risalire la china dopo l’uragano che ha travolto la sua attività imprenditoriale, ma che non sembra aver compromesso il suo peso sui social, dove ora offre una comunicazione meno glamour e personale. Da quando è scoppiato il caso, ha perso «solo» un milione e 500 mila follower su Instagram, attestandosi a 28,2 milioni, mentre è sostanzialmente rimasto invariato a 7 milioni il seguito in TikTok.
Chiara Ferragni, al via il processo per il caso pandoro e uova di Pasqua, in aula anche un'anziana: «Ne acquistai dieci, mi sento presa in giro»
L'avvio dell'udienza pre dibattimentale a Milano, assente l'influencer: «Ma sarà a tutte le prossime udienze». Due nuove associazioni e una 76enne parti civili, alla sbarra anche l'ex braccio destro Damato e il presidente di Ceralitalia Cannillo. Ritirata la querela del Codacons










