L’avvento di nuovi test diagnostici e di nuove terapie a base di anticorpi monoclonali sembra aprire nuovi scenari per quanto riguarda il trattamento dell’Alzheimer. Allo stesso tempo, avverte un gruppo di esperti attraverso una serie di tre articoli scientifici pubblicati su The Lancet, si tratta di strumenti “giovani”, il cui grande potenziale potrà essere sfruttato appieno solo se, in parallelo, continueranno ad essere adeguatamente utilizzati tutti i mezzi diagnostici e terapeutici già disponibili e consolidati nel corso di anni e anni di ricerca.
Farmaci pro e contro
In particolare, due anticorpi monoclonali, lecanemab e donanemab, hanno destato da un lato grande entusiasmo per il fatto di essere i primi in grado di modificare il decorso della malattia; dall’altro, sono al centro del dibattito per il loro prezzo elevato, per gli effetti collaterali che possono causare e per il fatto che al momento solo una piccola percentuale di pazienti rientra nelle indicazioni per il trattamento.
Un nuovo test cognitivo digitale per la diagnosi dell’Alzheimer
15 Settembre 2025









