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7 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:29

Preservare le funzioni cognitive anche nei malati di Alzheimer annullando gli effetti più invalidanti di questa terribile malattia. È la speranza collegata a una rivoluzionaria terapia, sviluppata da un team di ricercatori guidati dalla School of Medicine dell’Università della California San Diego, che ha pubblicato i risultati del proprio lavoro su Signal Transduction and Targeted Therapy. La malattia di Alzheimer, che colpisce milioni di persone nel mondo, è caratterizzata dall’accumulo di proteine anomale che causano la morte neuronale e il declino cognitivo.

Attualmente, la demenza di Alzheimer interessa circa il 5% degli individui oltre i 60 anni e, in Italia, si stima che ne siano affette circa 500.000 persone. Si tratta della tipologia più diffusa di demenza senile, una condizione legata a un deterioramento delle funzioni cerebrali che compromette seriamente la capacità del paziente di svolgere le attività quotidiane. La malattia danneggia la memoria e le capacità cognitive, influendo anche sul linguaggio e sul pensiero. Inoltre, può causare ulteriori disturbi come confusione mentale, alterazioni dell’umore e disorientamento nello spazio e nel tempo.