Bax. Tenete a mente questo nome. Perché nel mondo dell’invisibile che regola vita e morte delle cellule nervose, controllare questa sorta di “killer” che in qualche modo favorisce la necrosi dei neuroni potrebbe diventare un obiettivo per preservare queste cellule. E soprattutto, alla lunga, dimostrarsi target per trattamenti terapeutici mirati in grado di proteggere il benessere neuronale, contrastando le patologie neurodegenerative. Stiamo facendo una sorta di viaggio nella speranza, ma certo appare di grande interesse sul fronte della conoscenza quanto un gruppo di ricercatori del Wehi di Melbourne, in Australia, ha presentato in uno studio pubblicato su Science Advances.
In estrema sintesi, si apre una nuova breccia nel mistero che avvolge i processi neurodegenerativi tipici di Alzheimer e Parkinson e soprattutto si ipotizza una sorta di trattamento mirato anti-Bax. Gli esperti sono infatti riusciti a individuare una piccola molecola che sarebbe in qualche modo in grado di frenare la proteina killer. Insomma, si spera di aver imboccato una nuova via per la messa a punto di farmaci neuroprotettivi di nuova generazione per le malattie degenerative.
Screening su molecole
Per arrivare a scoprire un ipotetico sistema per bloccare i processi di morte cellulare eccessiva, ben oltre il naturale ricambio che ogni giorno viene assicurato dall’apoptosi programmata, gli esperti si sono concentrati proprio su quanto avviene ai neuroni, partendo da uno screening di potenziali principi attivi presenti in una banca dati ricchissima, quella del National Drug Discovery Centre. Grazie alla ricerca su oltre 100.000 composti chimici ne ha identificato uno efficace nel bloccare la morte cellulare, interferendo appunto con Bax, proteina conosciuta con un ruolo ben preciso nel processo di morte cellulare.






