L’obiettivo è verificare se il medicinale sia in grado di ritardare o prevenire l’insorgenza dei sintomi cognitivi tipici della malattia
Roche Holding, colosso farmaceutico svizzero, ha annunciato l’avvio di una nuova fase del proprio programma di sviluppo contro l’Alzheimer, centrata su un farmaco sperimentale chiamato Trontinemab. L’obiettivo dichiarato: verificare se il medicinale sia in grado di ritardare o prevenire l’insorgenza dei sintomi cognitivi tipici della malattia.
Il nuovo studio clinico coinvolgerà persone a rischio di declino cognitivo, secondo quanto comunicato dalla stessa azienda. Trontinemab presenta una caratteristica innovativa: è progettato per attraversare la barriera emato-encefalica, una sorta di “filtro protettivo” che normalmente impedisce a molte sostanze nel sangue di raggiungere il cervello. Superare questo ostacolo potrebbe permettere una maggiore efficacia del trattamento.
Il campo della ricerca sull’Alzheimer è particolarmente complesso, ma negli ultimi mesi si sono registrati significativi progressi. Solo la scorsa settimana, l’Agenzia Europea per i Medicinali ha raccomandato l’approvazione del farmaco Kisunla della statunitense Eli Lilly per alcuni pazienti. Kisunla, già approvato negli Stati Uniti, rientra in una nuova generazione di terapie che puntano a eliminare accumuli della proteina amiloide beta nel cervello, una delle principali responsabili della degenerazione neuronale. Anche altri farmaci come Leqembi, sviluppato da Eisai e Biogen, hanno ricevuto approvazioni in vari mercati, ma sono accompagnati da costi elevati e possibili effetti collaterali gravi, come gonfiore cerebrale e sanguinamenti.







