Nessun effetto clinicamente significativo, ma un aumento del rischio di edema ed emorragie cerebrali. Arriva l'ennesimo duro colpo ai farmaci per l'Alzheimer che agiscono sulle proteine beta-amiloidi nel cervello, come i nuovi anticorpi monoclonali sui quali recentemente l'Agenzia Italiana del Farmaco ha espresso parere negativo circa la loro rimborsabilità.
Una nuova revisione pubblicata su Cochrane ha concluso che questi farmaci non funzionano e, allo stesso tempo, possono avere effetti collaterali anche gravi.
Lo studio
Le persone con l'Alzheimer presentano nel cervello livelli elevati di una proteina nota come beta-amiloide, rilevabili già prima della comparsa dei sintomi, ma il cui ruolo nella progressione della malattia è ancora incerto. La ricerca però non ha perso tempo.
"Negli ultimi decenni, sulla base dell'ipotesi amiloide, sono stati sviluppati farmaci volti a ridurre la produzione di beta-amiloide", spiega Maurizio Taglialatela, ordinario di Farmacologia dell’Università “Federico II” di Napoli, nonché coordinatore del nuovo progetto di ricerca MNESYS Forward, appena approvato dal ministero dell’Università e della Ricerca per lo studio del cervello. In sostanza, sono stati sviluppati farmaci per rimuovere queste proteine dal cervello, partendo dal presupposto che questo basti a prevenire o a rallentare la progressione della malattia.






