La Commissione Scientifica ed Economica (Cse) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha dato parere negativo alla rimborsabilità dei nuovi farmaci anti-Alzheimer, gli anticorpi monoclonali lecanemab (Eisai/Biogen) e donanemab (Eli Lilly). Nonostante il via libera dell’EMA (l’Agenzia Europea del Farmaco), che ne aveva riconosciuto l’efficacia nel rimuovere le placche amiloidi nelle fasi precoci della malattia, l’autorità italiana ha quindi tirato il freno a mano, bocciando di fatto l'accesso a questi due farmaci tramite Servizio sanitario nazionale.

Alzheimer, che cosa c’entrano i muscoli con le placche?

09 Marzo 2026

A testimoniare la delicatezza del momento è stato lo stesso direttore generale dell'Aifa, Pierluigi Russo, in un post pubblicato su Linkedin. “Decidere di non rimborsare un medicinale - scrive - è una scelta a volte terribilmente complessa. Molti sottovalutano la portata di questa decisione, riconducendola ad una semplice valutazione tecnica, altri la semplificano riducendola ad una generica sostenibilità. La realtà è molto più complicata e significa sapersi confrontare con l’incertezza, ponderare i rischi confliggenti in una dimensione etica, individuale e sociale che non contempla scorciatoie semplicistiche. Ieri è stato uno di quei giorni in cui il ragionevole dubbio affianca la decisione e non ti abbandona neanche dopo. In altri Paesi europei la stessa decisione è stata più semplice, perché non hanno un Ssn come il nostro. Ricordiamocelo questo quando poi con troppa leggerezza e severità ne mettiamo in evidenza errori o inefficienze, su cui bisogna certamente lavorare. Si apprezza veramente quello che si ha, quando poi lo si perde, o quando non si può avere del tutto”. E in serata, con una nota, Aifa precisa che “nella valutazione ai fini della rimborsabilità, la Cse opera in autonomia, analizzando gli aspetti tecnico-scientifici legati all’efficacia e alla sicurezza dei farmaci, il loro profilo beneficio/rischio, il valore aggiunto rispetto alle terapie già rimborsate, l’impatto economico sul Servizio Sanitario Nazionale. Il bilanciamento tra questi fattori è alla base delle decisioni che vengono assunte nell’interesse di tutti i cittadini e nella consapevolezza dell’elevato bisogno clinico legato alla malattia di Alzheimer”.