Un esame del sangue potrà aiutare i medici a diagnosticare in modo precoce e meno invasivo il morbo di Alzheimer. Lo ha deciso la Food and Drug Administration (Fda) statunitense, autorizzando il test Lumipulse G pTau217/ß-Amyloid 1-42 Plasma Ratio, sviluppato dalla biotech giapponese Fujirebio Diagnostics.
È il primo test ematico approvato per contribuire alla diagnosi della malattia neurodegenerativa, che In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, colpisce circa 600.000 persone. E con l’invecchiamento della popolazione, si prevede un raddoppio dei casi entro il 2050. Ma le diagnosi tempestive restano poche, anche a causa della difficoltà di accesso agli esami specialistici (scansioni Pet o punture lombari), costose e invasive.
Il test: come funziona
Lumipulse misura i livelli di due proteine nel plasma sanguigno, pTau217 e beta-amiloide 1-42. Il loro rapporto si correla con la presenza o assenza di placche amiloidi nel cervello, uno dei segni distintivi della malattia. Il test è indicato per persone dai 55 anni in su con sintomi di declino cognitivo, da utilizzare all’interno di un contesto specialistico e in combinazione con altri dati clinici.






