Nel panorama della cardiologia italiana spunta una strada innovativa, efficace, sostenibile e profondamente pragmatica, per affrontare la fragilità nei pazienti anziani reduci da un infarto. E ci riesce partendo dai gesti più semplici: una camminata alla «velocità giusta», qualche visita mirata in ambulatorio e la capacità di trasformare i caregiver in alleati. Questo è il messaggio potente che ci arriva da uno studio «made in Italy» appena diffuso dalla prestigiosa tribuna del New England Journal of Medicine. Una ricerca radicata nel servizio sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna, coordinata dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara assieme alle AUSL di Bologna e Piacenza, che affronta una sfida pressante: aiutare gli anziani sessantacinquenni e over che hanno vissuto una burrasca cardiaca e faticano a tornare a una vita normale.