Al nostro cuore non importa se facciamo le pulizie domestiche, cuciniamo o nuotiamo per un'ora. Quel che conta è che si stia in movimento, soprattutto se in passato si è già sofferto di infarto. Ma d’aiuto è anche il riposo. A ribadire l'importanza di sani stili di vita per il nostro benessere, e in particolare quello del cuore, è stato di recente un team di ricerca guidato dalla Columbia University Medical Center di New York. Secondo la ricerca - pubblicata su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes della American Heart Association - i pazienti ricoverati per sintomi come il dolore toracico o infarto, corrono un maggior rischio di recidive se nell'anno successivo rimangono sedentari troppo a lungo. Ma possono fare molto per abbassare questi rischi, e relativamente con poco.

Monitorare l'attività fisica con uno smartwatch

Gli autori del nuovo studio volevano capire che ruolo giocasse la sedentarietà nel rischio cardiovascolare a lungo termine. Per farlo, hanno chiesto a 609 pazienti, in media di 62 anni d'età e tutti ricoverati in ospedale per sintomi come il dolore toracico e infarto, di indossare al momento delle dimissioni ospedaliere un accelerometro da polso, così da monitorare l'attività fisica svolta nel mese successivo alle dimissioni. Interviste telefoniche, cartelle cliniche elettroniche e un database sanitario invece sono stati utilizzati per stimare eventi cardiaci e decessi nell’anno successivo.