Professor Giuseppe Remuzzi, come commenta le notizie che arrivano dagli Usa sul consumo di paracetamolo in gravidanza e il rischio autismo?
«Il tema non è certo nuovo ed è stato molto analizzato e quello che possiamo affermare con certezza è che non è mai emersa alcuna correlazione. In particolare, c’è uno studio fatto in Svezia su oltre 2 milioni di bambini le cui mamme avevano preso il farmaco e non si è vista alcuna associazione» - spiega al Corriere il direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e membro del Consiglio Superiore di Sanità - «È improbabile che nuovi studi abbiano la forza di superare questa evidenza oramai consolidata. Le fonti citate dal Washington Post ora parlano di una revisione condotta da ricercatori del Mount Sinai, ma il loro lavoro ha diversi problemi, che peraltro gli stessi autori mettono in evidenza. Innanzitutto, la metodologia utilizzata, che si usa generalmente per lo studio dell’ambiente, non in ambito medico. Questa analisi può rappresentare al massimo una base di discussione, ma è lontana dall’essere una solida evidenza scientifica».












