Le reazioni della sinistra alla promozione dei conti pubblici dell’Italia da parte dell’agenzia Fitch oscillano tra l’infantilismo e la crisi isterica, il populismo e la demagogia anti -italiana. Il gran premio del peggiore lo ha vinto con netto distacco Giuseppe Conte che, non capendo il fatto e non sapendo quanto il rating incida per decine di miliardi sulle tasche degli italiani (minore costo del debito, maggiore accesso agli investimenti, stabilità economica e fiducia di famiglie e imprese, spazio per la spesa nella legge di Bilancio e il finanziamento delle riforme, rating migliore per le imprese e le istituzioni finanziarie che hanno dimensione internazionale) si è prodotto in uno dei suoi numeri da cabaret economico, mischiando il salario minimo con le liste d’attesa, il Pnrr con le pensioni, un guazzabuglio che conferma quanto sia pericoloso il leader pentastellato per il portafoglio degli italiani. Quanto a Elly Schlein, la segretaria del Pd ha scelto la linea del fare finta di niente, in pieno stato confusionale ha evitato di misurarsi su un argomento - il giudizio dei mercati - che è sempre stato un cavallo di battaglia del Partito democratico contro la destra, uno strumento dell’antiberlusconismo usato come una clava dai “maître à penser” progressisti.
I progressisti non hanno più classe dirigente | Libero Quotidiano.it
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