Solitamente parca con il nostro Paese venerdì notte l’agenzia di rating americana Moody’s ha promosso l’andamento dei conti pubblici italiani (non succedeva da 23 anni). Ma i grillini sembrano non digerire la buona notizia. Sarà che da quando “Giuseppi Conte” è passato con i compagni dell’opposizione ogni pretesto è buono per dare addosso alla maggioranza e al governo. Anche perché la promozione dell’Agenzia americana porta in dote una critica alla gestione finanziaria del M5s. Ricordate la trovata degli incentivi al 110%? Partorita senza includere alcun controllo? Ecco se oggi 59 milioni di italiani si trovano sul groppone 52mila euro di debito pubblico procapite (neonati compresi), parte del “merito” (responsabilità?) è di Conte e grillini che oggi si sgolano nel criticare Palazzo Chigi e Via XX Settembre.
«Meloni e Giorgetti», attaccano i parlamentari M5S delle Commissioni Bilancio e Finanze di Camera e Senato, «sono arrivati all’upgrade con il modo più semplice, per loro, ma più doloroso per gli italiani, spremuti come limoni: tagli micidiali, anche in virtù dell’accettazione di un assurdo patto di stabilità».
Modesto dettaglio: proprio per uscire un anno prima dalla procedura europea per “disavanzo eccessivo” Palazzo Chigi ha deciso di portare avanti una manovra di bilancio 2026 in formato light (18,7 miliardi di euro).















