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Ultimo aggiornamento: 7:55 del 23 Settembre
Sembra che le tre società internazionali di rating stiano dando qualche soddisfazione al ministro Giorgetti in tema di finanza pubblica, alzando un poco il giudizio sull’Italia. Siamo dunque fuori dal pericolo di una tempesta finanziaria? Per capire il problema dobbiamo guardare innanzitutto al punto di partenza.
L’Italia si trova, ancora oggi, molto in fondo nella classifica dei debitori. I giudizi delle tre agenzie di rating sono un po’ diversificati, ma tutti ci classificano nella fascia B e molto lontani dalla fascia A. La più severa è ancora Moody’s che ci ha assegnato da molto tempo il magrissimo giudizio Baa3. Tanto per fare qualche esempio, siamo molto al di sotto della Francia con il suo Aa3, e in compagnia della Grecia. Si tratta di un giudizio molto pericoloso per i nostri titoli pubblici perché al di sotto troviamo solo gli investimenti speculativi.
La distinzione è importante perché la Banca Centrale non può comprare questi titoli speculativi, cioè molto rischiosi, come è accaduto per la Grecia. Oggi più di un quarto del debito italiano è in mano della Bce che, in barba ad ogni fantasia sovranista della lira, ci ha salvato dalla catastrofe finanziaria. Siamo ancora in una zona molto critica, al di là di ogni effimero entusiasmo governativo.








