Roma, 19 set. (askanews) – Un modello di intervento su misura per migliorare la salute e l’autonomia di una popolazione di pazienti in costante crescita, quella dellepersone colpite da infarto.

Arriva dall’Emilia-Romagna il progetto PIpELINe, che ha dimostrato comeun percorso ambulatoriale gratuito e integrato nel contesto ospedaliero,dedicato alla prevenzione secondaria dopo infarto miocardico, sia in grado diridurre in modo significativo la mortalità e le riospedalizzazioni, migliorandoal contempo la qualità di vita e la capacità funzionale dei pazienti anziani.Secondo i dati pubblicati sulla prestigiosa rivista NewEngland Journal of Medicine, a un anno dall’inizio del programma i pazientiseguiti con il modello PIpELINe hanno mostrato un calo del 43% di mortalitào nuovi ricoveri rispetto a chi ha ricevuto solo le raccomandazionistandard sulle corrette abitudini di vita.

Lo studio, coordinato da un gruppo di medici e ricercatoridell’Università di Ferrara, si è svolto in sette centri dell’Emilia-Romagnae ha preso in considerazione 512 persone di età compresa fra 75 e 84 anni. A guidarlo Gianluca Campo, Professore del Dipartimento di MedicinaTraslazionale e per la Romagna dell’Università di Ferrara, Direttore dellaScuola di Specializzazione in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare eDirettore del Laboratorio di Interventistica Cardiovascolare della AOU diFerrara, insieme a Giovanni Grazzi, Professore del Dipartimento diNeuroscienze e Riabilitazione e Direttore della Scuola di Specializzazione inMedicina dello Sport e dell’Esercizio fisico dell’Università di Ferrara.