Alla fine la temuta giornata di rivolta del movimento Bloquons tout, ovvero «Blocchiamo tutto», non ha paralizzato la Francia. Niente in confronto all’ondata di rabbia popolare dei gilet jaunes. La protesta è stata acefala, nel senso che si fatica a trovarne una regia politica. C’è chi sospetta addirittura che vi sia un’influenza straniera, segnatamente russa. L’estrema sinistra l’ha appoggiata; l’estrema destra - più vicina alla conquista dei palazzi del potere di quanto non lo fosse nel 2019 con le rivolte dei gilet gialli - è apparsa molto più prudente. Nell’analizzare le possibili cause socio-economiche di questo malessere francese, Béatrice Madelin e Cécile Prudhomme, su Le Monde, notano che ormai la disoccupazione non è più un problema.