La collera è il sentimento che da giorni prevale in Francia. Le spettacolari colonne di fumo nel centro di Parigi, attorno all’Arco di Trionfo cancellato per ore da una fitta nebbia, i falò delle automobili nei boulevards, le vetrine frantumate e i negozi saccheggiati nella capitale, ma anche in alcuni centri di provincia, fanno pensare a una jacquerie, a una di quelle rivolte contadine che in secoli lontani investivano il paese. Ma, con quel che accade nella Francia moderna, industriale e democratica, il paragone non regge. È allora l’agitata vigilia di una rivoluzione? Non è neppure questo perché i gilets jaunes non sembrano voler conquistare il potere. Non è emerso finora un vero capo, né un’organizzazione a livello nazionale. Con il tempo qualche rappresentante del movimento informe finirà con l’emergere. Ma per ora Emmanuel Macron, bersaglio principale dei manifestanti che chiedono le sue dimissioni, ha ordinato al primo ministro di convocare e dialogare con i capi dei partiti politici. I quali non hanno alcuna presa sui gilets jaunes.

Chi si aggirava nella Parigi in rivolta per cercare di leggere la natura della collera collettiva, si imbatteva subito in un enigma: in una situazione politicamente non facile da decifrare. I militanti di estrema sinistra e di estrema destra, i più violenti, che appiccavano il fuoco alle automobili, sfondavano le vetrine e lanciavano sanpietrini sulla polizia, si muovevano fianco a fianco, erano antagonisti con un unico avversario. C’è stata qualche eccezione. Per fortuna. Affiliati di gruppuscoli antisemiti, filo nazisti, con i loro emblemi, sono stati allontanati con la forza. In generale i gilets jaunes pacifici assistevano alle manifestazioni di violenza a volte perplessi, in alcuni casi deplorandoli, ma in generale, pur non appartenendo a partiti estremisti, o essendo addirittura senza partito, erano spettatori in sostanza consenzienti. Le bande violente, con le maschere antigas, i piedi di porco per divellere i sanpietrini e le mazze per infrangere le vetrine, erano guardati come truppe d’assalto. La loro azione dava forza all’insurrezione.