«Macron démission» è stato lo slogan comune ai cortei di Parigi e Marsiglia, Nantes e Avignone, Rennes e Digione, l’unico vero collante di una protesta che non è riuscita a «bloccare tutto», come era nelle intenzioni, ma ha permesso a 200 mila persone — delle quali circa 500 arrestate — in tutta la Francia di esprimere le rivendicazioni più varie, dal fare pagare i ricchi a dare il potere a Jean-Luc Mélenchon, dalla fine del capitalismo all’incarcerazione (se non peggio) di Benjamin Netanyahu in un tripudio di bandiere palestinesi, ma con un unico collante, una richiesta più forte di tutte le altre: le dimissioni del presidente della Repubblica, Emmanuel Macron.