Lo slogan « blocchiamo tutto », con quel che ne consegue, fra scioperi, manifestazioni e scontri con la polizia, ha enfatizzato ancora una volta quel clima rivoluzionario che piace alla Francia intellettuale e giacobina e spaventa la maggioranza del Paese e chi lo osserva dall’esterno. In verità, come nella recente rivolta dei «gilet gialli », si tratta di sussulti periodici, più o meno estesi o amplificati, ma in fin dei conti riconducibili a un quadro politico e istituzionale devastato dall’estremismo di destra e di sinistra che raccoglie oltre il 50% per cento dei voti espressi, senza contare il profondo malessere costituito dall’assenteismo.
Francia, «Blocchiamo tutto», sblocchiamo chi?
La maggioranza silenziosa della Francia che non esiste: le cifre sul debito pubblico e sulla necessità di tagli della spesa mettono in discussione uno Stato protettore che tuttavia garantisce e protegge sempre meno













