Bloquons tout, blocchiamo tutto. Sono le nuove parole d’ordine in arrivo dalla Francia, stomaco delicatissimo dell’Europa. Bloccare tutto — i binari, le strade, le scuole, gli ospedali — impedire alla giostra del sistema di girare. Non è un programma di governo, ma un urlo di dolore. Radicale e generico, come lo strumento che lo alimenta, il web, e le persone che lo cavalcano, mediamente più giovani e istruite dei «gilet gialli» del passato. Una sorta di super-mega «vaffa» contro Macron e le élite europee al potere, che da quando hanno finito i soldi per lo Stato Sociale (o li hanno dirottati altrove) non riescono più a garantirsi il consenso di chi le vive come un’entità fredda e lontana, quando non addirittura ostile.