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Con il sostegno di milioni di cittadini e un piano di protesta che rischia di paralizzare il Paese, la mobilitazione del 10 settembre arriva mentre il governo affronta un voto di fiducia cruciale

Il movimento Bloquons tout, nato con spirito apartitico dall’imprenditore Julien Marissiaux, è oggi al centro di una mobilitazione nazionale che ha conquistato l’attenzione politica e sociale francese. Organizzata per il 10 settembre, la protesta – che coincide con uno sciopero generale e azioni di massa – rischia di paralizzare trasporti, servizi pubblici, scuole, ospedali e vie di comunicazione in tutto il Paese. Secondo i sondaggi, circa il 46-63% dei francesi sostiene l’iniziativa.

La rivolta nasce dalle proteste contro il piano di austerità di François Bayrou, che prevede il taglio di circa 44 miliardi di euro, la soppressione di due giorni festivi e il congelamento delle pensioni. Il movimento è cresciuto online da maggio, inizialmente tra correnti sovraniste, per allargarsi poi a soggetti di sinistra e parti del sindacalismo. Oggi vanta l’appoggio di La France Insoumise, del Partito Socialista, dei Verdi e di alcune confederazioni sindacali come CGT, Solidaires e Sud-Rail.