"Il problema è lui", cioè François Bayrou, spiegano da Bloquons Tout, il movimento di protesta stile Gilet Gialli che promette di scatenare l'inferno in Francia tra poche ore. Il 10 settembre è il giorno della mobilitazione nazionale "contro l'austerità" e contro il governo di Bayrou, che quel giorno non sarà già più premier.

Oggi pomeriggio alle 15 è infatti previsto il voto di sfiducia in Parlamento che manderà a casa il primo ministro scelto da Emmanuel Macron per bloccare l'ascesa di Marine Le Pen a destra e Jean-Luc Melenchon a sinistra. Un tentativo goffo dagli esiti disastrosi, con i conti pubblici letteralmente esplosi e lo spettro del default sul Paese. Oggi Bayrou cadrà e radio-Eliseo riferisce di un Macron pronto a consegnare Matignon a un altro grande vecchio della politica transalpina, l'ex commissario europeo Pierre Moscovici. Una nuova provocazione.

EMMANUEL MACRON PREPARA UN ALTRO INCIUCIO PER FERMARE MARINE LE PEN

Una grande ammucchiata. Per tirare a campare fino a maggio 2027 e scongiurare il ritorno alle urne che significherebbe t...

La verità è che nel mirino delle proteste non c'è Bayrou, poco più di un "fantoccio", ma Macron stesso che si trascina politicamente da almeno due anni ma che non sembra aver alcuna intenzione di cedere il potere alle opposizioni, nonostante tornate elettorali devastanti e sondaggi che lo danno in caduta libera.