di Arrigo CiprianiNegli anni Novanta parecchi turisti italiani, dopo la sbornia delle Bahamas, delle Filippine e delle magie orientali, scoprirono che in Italia c’era una città straordinaria. Una città che vista a piedi sommariamente da vicino faceva dimenticare i frettolosi e umanamente anonimi marciapiedi di Milano.

Quelli che avevano ancora un po’ di soldi si affrettarono a comperare un appartamento a Venezia con il solo amorevole scopo di poter venirci di tanto in tanto per qualche giorno e viverla per qualche ora da veneziani per scoprire la vita nei negozi locali di San Vio, Castello, Cannaregio che erano frequentati dai veneziani che ancora abitavano nella città.Fu un grave danno per Venezia. Perché coloro che forse per amore avevano comperato un appartamento venivano ad abitarlo saltuariamente e non di più di un mese all’anno. Quello della loro vacanza. Ma la Città, come qualsiasi centro urbano al mondo, per continuare ad essere viva ha bisogno di abitanti.Ne aveva ancor più bisogno Venezia dove i cittadini con la sola loro presenza davano vita a tutto. A San Vio c’erano quattro fruttivendoli, due salumai, tre macellai, un negozio di fiori e due osterie che avevano bisogno di clienti giornalieri e non una volta al mese. Così si è vuotata la Città. Tutti sanno che gli alberghi hanno un numeroso staff per l’accoglienza, un altra per il controllo dell’identità personale per ogni cliente, oltre al personale per le pulizie per il servizio ai piani e tante altre cose che si possono trovare in un albergo. Nei bed and breakfast niente di tutto questo. Anzi mi risulta che ormai i visitatori sono in possesso dei numeri segreti dei lucchetti di piccole cassette che contengono le chiavi degli appartamenti. Quindi quando arrivano i cosiddetti turisti la serratura della porta che si apre da sé fa le veci del padrone di casa. La crisi Così gli albergatori si chiedono come mai quest’anno ci sia stata una crisi. Come mai i ristoranti e gli alberghi non trovano più alloggi per il personale. Come mai lo Stato che ha leggi contro il terrorismo, leggi che prevedono pesanti interventi per frenarlo controlla solo i veri alberghi mentre la maggioranza dei visitatori tra giornalieri e clienti dei bed and breakfast non hanno alcun controllo al di là del pagamento del ticket d’ingresso. Una catastrofe e mi si perdoni anche una comica comunale e statale. Il nostro paese è da sempre afflitto da sventure che potrebbero essere evitate molto facilmente, anche con il solo l’uso della fantasia che sarebbe sorretta dalla legge, da parte di quei personaggi eletti dal popolo per far ordine sul disordine. Qualche volta si sforzano di farlo, ma di solito quando è troppo tardi per riparare i danni, perché i guasti del malcostume hanno prodotto rotture irreparabili. Tra poco si inaugurerà a Venezia il festival del Cinema una manifestazione che assieme alle altre della Biennale porta cultura, artisti, protagonisti che per un paio di settimane riflettono il loro lustro, la loro cultura, su tutta la città. Leggo che i posti negli alberghi saranno esauriti. Gli albergatori pagheranno le tasse per questo evento. I bed and breakfast riempiranno taccuini di plastica nera. Ai politici della città resterà la gloria di averla riempita in nero.