C’è una città che compare nelle cartoline e nelle guide turistiche e ce n’è un’altra che emerge dalle fotografie raccolte nelle ultime settimane tra vicoli, slarghi e strade del centro storico. Un mosaico di immagini, in possesso del Mattino, che racconta una realtà fatta di accessi abusivi, soste irregolari, targhe occultate e stratagemmi che oscillano tra l’incredibile e il grottesco. Un dossier che arriva proprio mentre il nuovo Nucleo operativo sicurezza, il Nos della Polizia locale fortemente voluto e coordinato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo De Luca, si prepara a entrare pienamente in azione sul territorio. La nuova unità nasce per contrastare fenomeni di degrado, abusivismo e microillegalità urbana.

Ma tra le priorità operative si ritrova ad affrontare una grana ulteriore, forse meno appariscente di altre ma ormai radicata nel cuore della città antica: l’aggiramento sistematico delle regole della Zona a traffico limitato nel centro storico. Le fotografie raccolte da commercianti, residenti e dagli stessi agenti impegnati nei servizi restituiscono uno spaccato sorprendente. Non si tratta soltanto di automobilisti che entrano senza autorizzazione o lasciano il veicolo dove non potrebbero.Sasso scagliato contro un bus, ferita ragazza di 25 anniIl fenomeno ha assunto negli anni forme sempre più sofisticate e creative. Tra gli scatti più emblematici figura quello di due giovanissimi in scooter ed infradito, una coppia da spiaggia, immortalati nei pressi della chiesa dell’Annunziata, all’ingresso della Zona a traffico limitato. Il conducente guida mentre il passeggero si piega letteralmente sul posteriore del mezzo per coprire la targa durante il transito. Una scena che ha lasciato senza parole gli stessi operatori e che fotografa meglio di qualsiasi statistica il livello di sfida alle regole raggiunto da alcuni utenti della strada. Infradito ai piedi, nessun timore di essere osservati, nessuna percezione del rischio. Soltanto la convinzione di poter passare inosservati. Ma il dossier racconta anche altro. Racconta dell’automobile sorpresa in via San Michele con uno strofinaccio sistemato accuratamente sulla targa. Racconta di giornali, giubbini, buste della spesa, tendine parasole e pezzi di cartone trasformati in improvvisati schermi anti-controllo. Oggetti comuni che diventano strumenti per tentare di eludere i varchi elettronici e le telecamere della Ztl. E poi c’è la fotografia destinata a diventare simbolo dell’intera vicenda. Arriva da vicolo Guarna e mostra una Mercedes parcheggiata con un tappeto persiano appeso proprio sulla targa posteriore. Un’immagine che sembra uscita da una satira urbana ma che invece è stata realmente documentata nel corso delle attività di monitoraggio. Un espediente tanto vistoso quanto rivelatore di un fenomeno che per anni ha prosperato nell’ombra, alimentato dalla convinzione che controlli e sanzioni fossero facilmente aggirabili. Il quadro che emerge va oltre il semplice problema della circolazione.Gli agenti impegnati nei controlli hanno documentato anche fioriere sistemate abusivamente per riservarsi posti auto, falsi dissuasori davanti ai garage, ostacoli collocati sulla carreggiata per scoraggiare la sosta di altri veicoli. Una sorta di privatizzazione dello spazio pubblico che sottrae aree comuni alla collettività e altera l’equilibrio della mobilità urbana. Le conseguenze non sono soltanto estetiche. In più occasioni, soprattutto tra largo San Petrillo e largo Abate Conforti, la sosta selvaggia ha ristretto la carreggiata al punto da rendere problematico il passaggio dei mezzi di soccorso. Un aspetto che preoccupa particolarmente gli operatori e che trasforma una semplice infrazione in un potenziale problema di sicurezza pubblica. È in questo contesto che si inserisce la nuova offensiva della Polizia locale. Negli ultimi giorni decine di verbali hanno colpito i cosiddetti furbetti della Ztl. Per il futuro Nos, chiamato a presidiare il territorio contro ogni forma di illegalità diffusa, il dossier delle targhe coperte rappresenta dunque un banco di prova significativo. Perché dietro uno strofinaccio, un giornale o perfino un tappeto persiano non c’è soltanto una multa evitata. C’è un modo di concepire lo spazio pubblico come terra di nessuno. Ed è proprio contro questa cultura dell’impunità che si giocherà una delle sfide più delicate per il centro storico di Salerno.