Dopo tanti giorni nei quali Gaza è stata, fra appelli e manifestazioni, sotto i riflettori al Lido, il concorso ha riservato oggi il ritratto di un altro protagonista delle cronache di guerra internazionali, Vladimir Putin: 'Il mago del Cremlino' di Olivier Assayas mette in scena l'ascesa al potere dello zar (interpretato da Jude Law), attraverso il racconto del suo spin doctor (Paul Dano, in un ruolo ispirato all'ex consigliere Vladislav Surkov).

Il film è tratto dal romanzo di Giuliano da Empoli, con la sceneggiatura scritta dal regista insieme a Emmanuel Carrère.

"Nell'interpretare Putin non ho certo pensato a ripercussioni, mi sono messo nelle mani di Olivier per raccontare senza polemiche un personaggio all'interno di una storia molto più grande", sottolinea Law. La cosa più difficile "è stata rappresentare il suo volto pubblico da cui non trapela nulla e mostrare comunque emozioni. Ho dovuto adottare una recitazione interiore".

Venezia, Jude Law: 'Io nei panni di Putin, ma non temo ripercussioni'

'Il mago del Cremlino' "non racconta solo della Russia e della politica moderna che governa ormai il mondo, ma credo che quello che si vede in questo film valga anche per tutti gli altri Paesi" osserva il regista francese. Si vira sulla famiglia con il secondo film in concorso della giornata, 'Father Mother Sister Brother' di un maestro come Jim Jarmusch, per la prima volta in gara alla Mostra. Con un racconto in tre episodi, e un cast che comprende Cate Blanchett, Vicky Krieps, Tom Waits, Adam Driver, Mayim Bialik, Charlotte Rampling, il cineasta concentra lo sguardo sul rapporto fra genitori e figli.