Un'inchiesta del Wall Street Journal ha legato un dramma familiare all'impatto dell'intelligenza artificiale sulla salute mentale.

Stein-Erik Soelberg, veterano del settore tech di 56 anni, ha ucciso la madre ottantatreenne, Suzanne Eberson Adams, prima di suicidarsi nella loro residenza a Old Greenwich, nel Connecticut, lo scorso 5 agosto.

Stando alla ricostruzione del Wsj, le interazioni di Soelberg con ChatGpt - il chatbot sviluppato da OpenAI capace di comprendere il linguaggio naturale e di rispondere come farebbe una persona reale - hanno validato e intensificato le sue convinzioni paranoidi. E dunque costituiscono un fattore cruciale in questa tragedia.

Le paranoie asecondate da ChatGpt

Soelberg, ex ingegnere software con un passato segnato dall’alcolismo, tentativi di suicidio e disturbo bipolare, si è rivolto a ChatGpt all'inizio del 2024. Ha condiviso quasi 23 ore di video su Instagram e YouTube, documentando i suoi dialoghi con l'IA che aveva soprannominato affettuosamente "Bobby".