Dopo la vicenda di Adam Raine, il 16enne che si è suicidato dopo aver consultato per mesi ChatGpt ed essersi fatto aiutare nel capire come porre fine alla sua vita, ne viene fuori un'altra. Questa volta a raccontarla è il Wall Street Journal e il protagonista non è un adolescente ma un uomo adulto. Siamo sempre negli Stati Uniti, in particolare a Old Greenwich, nel Connecticut e ci troviamo davanti - di nuovo - pagine e pagine di conversazioni con ChatGpt. L'uomo, un 56enne di nome Stein-Erik Soelberg, viene descritto come un «veterano» dell'industria tecnologica. Da anni soffre di problemi mentali e in particolare di paranoia e manie di persecuzione. ChatGpt non gli ha suggerito di uccidersi. Ma, si legge nelle chat, ha costantemente confermato i suoi sospetti che fosse al centro di una grande e pericolosa cospirazione. Il 5 agosto, nella loro casa da 2,7 milioni di dollari, la polizia lo ha trovato morto. Insieme a lui, anche il corpo della madre 83enne, uccisa dal figlio.