Adam amava il basket, i videogiochi e leggeva le anime giapponesi. A scuola era un burlone ma dopo l'espulsione dalla squadra di basket per motivi disciplinari nel primo anno alla Tesoro High School di Rancho Santa Margarita, in California, aveva iniziato a vivere un periodo difficile, acutizzato da un problema di vecchia data, la sindrome dell'intestino irritabile. Le corse in bagno erano così frequenti che aveva deciso di terminare il secondo anno di scuola da casa, con lezioni online, per organizzarsi al meglio con gli orari. Ed è in questo periodo che Adam Raine ha cominciato a chattare con ChatGpt, usando il modello Gpt-4o. Inizialmente per farsi aiutare per i compiti, poi le conversazioni si sono diIungate per diversi mesi nel 2024 e nel 2025 e il ragazzo avrebbe sviluppato una «relazione malsana». Con il bot ha iniziato a discutere del suo suicidio e ChatGpt lo avrebbe aiutato in modo concreto a studiare come fare. Adam Raine, 16 anni, si è tolto la vita l'11 aprile scorso, impiccandosi. L'agghiacciante storia è raccontata in modo approfondito dal New York Times in un lungo reportage.
ChatGpt sotto accusa: «Ha aiutato nostro figlio a suicidarsi». La causa di due genitori americani contro OpenAI
Lo studente californiano sedicenne si è impiccato e ha discusso del suo piano suicida con l'intelligenza artificiale, che gli ha scritto: «Quel cappio può funzionare»












