Adam Raine aveva sedici anni. Amava il basket, i videogiochi, gli «Anime» giapponesi. Viveva un periodo turbolento, l’adolescenza. Per la disciplina lo avevano allontanato dalla scuola di basket, la salute lo aveva costretto a diradare le sue presenze in classe e aveva cominciato a seguire i corsi online. La sua storia assomiglia a quelle che su queste pagine, parlando degli Hikikomori, abbiamo descritto con lo psicologo Marco Crepaldi.
Adam Raine, la scelta del suicidio e i dialoghi con ChatGpt (che l'ha aiutato a impiccarsi): «Il cappio? Voglio che qualcuno cerchi di fermarmi». «No»
I genitori del 16enne californiano Adam Raine, che si è tolto la vita l'11 aprile scorso, hanno denunciato OpenAI: il ragazzo ha passato mesi a interrogare ChatGpt su questi temi, e il software ha offerto aiuto. «Mi sto esercitando qui, va bene?» «Sì, non è affatto male»












