Esiste un corretto equilibrio tra il potere della politica e quello dell’impresa? Se lo chiede Ferruccio de Bortoli nella consueta analisi su L’Economia in edicola domani gratis con il Corriere della Sera. «Il liberismo vincente — ricorda de Bortoli — ha indotto i Paesi occidentali a credere, dopo il crollo del muro di Berlino, che la sola apertura dei mercati fosse una garanzia di affermazione delle istituzioni democratiche persino in Russia. Errore tragico, visto ciò che abbiamo sotto gli occhi». C’erano una volta le «stateless company», le multinazionali che sembravano sfuggire a ogni appartenenza nazionale. Ma ora assistiamo al ritorno del pubblico in economia mentre i miliardari della Rete sono chiamati a ruoli istituzionali. C’è da capire quanto gli interessi coincidano con quelli degli utenti.
«Forse alcuni valori liberal democratici non erano così radicati — scrive de Bortoli —: nelle regole del mercato, nell’importanza della separazione dei poteri, nell’indispensabile presenza di autorità indipendenti».







