L’intelligenza artificiale è una bolla speculativa? Le aspettative di profitti elevati delle aziende che conducono questa rivoluzione sono realistiche o si scontreranno con una realtà diversa, dove pochi investimenti saranno premiati da risultati proporzionali?

Affronta il tema Ferruccio de Bortoli sull’Economia del Corriere della Sera, in edicola domani con il quotidiano. Per arrivare a una conclusione: il rischio finanziario c’è, ma la rivoluzione dell’Ai resta e cambierà le nostre vite.

«Da quando è stato pubblicato il rapporto del Massachussetts Institute of Technology (Mit) sul rischio del formarsi di una bolla speculativa sull’intelligenza artificiale — scrive — non vi è stata solo una prevedibile reazione a Wall Street. Si è aperta anche la discussione sul fatto che troppe risorse si concentrino in un solo ramo di attività, con aspettative stratosferiche. Ed è questo il punto». Può vincere chi rischia, insomma.

De Bortoli cita il caso di Nvidia, che «capitalizza quanto i Pil di Italia e Spagna messi insieme» e «si è indebolita in Borsa benché in un anno abbia aumentato del 56% il giro d’affari e realizzato profitti record». Ma ricorda anche la bolla della prima stagione di Internet, che terminò con «un salutare ridimensionamento dei multipli di Borsa, non il fallimento di una grande innovazione tecnologica e culturale». La stessa che ci si attende adesso con l’Ai.