Un trattato multilaterale di natura difensiva, aperto anche a Paesi fuori dalla Nato e senza il cappello dell'Alleanza atlantica, che impegna i firmatari a reagire a sostegno dell'Ucraina in 24 ore in caso di una nuova aggressione russa: è in sintesi la proposta che Giorgia Meloni ha condiviso con gli Stati Uniti e gli altri partner invitati alla Casa Bianca lunedì con Volodymyr Zelensky.

È solo una delle ipotesi su cui si sta ragionando, e la sua messa a terra non si annuncia semplice, come ammettono fonti italiane, sottolineando però le due novità che fanno ben sperare, la decisione di Washington di accelerare il percorso di pace e quella di far parte delle garanzie di sicurezza.

Il piano, anticipato da Messaggero e Bloomberg, è inquadrato come una versione 'light' dell'articolo 5 della Nato, che garantisce la mutua assistenza fra alleati nel caso in cui uno venga attaccato.

Questa strategia ha un obiettivo prioritario: smascherare l'eventuale bluff di Mosca. Se non lo accetta, è il ragionamento che si fa in ambienti di governo, ammette implicitamente di non voler rinunciare ad aggredire l'Ucraina. Per questo viene considerato dall'Italia una soluzione più facilmente applicabile rispetto a quella proposta dai volenterosi, Francia e Gran Bretagna in testa, di schierare truppe di deterrenza sul terreno.