L'Italia è fra i 26 Paesi che contribuiranno alla coalizione dei Volenterosi a sostegno di Kiev, ma lo farà nel limite dei paletti che Giorgia Meloni ha ribadito agli alleati: non inviando truppe sul terreno, ma confermando "l'apertura a supportare un eventuale cessate il fuoco con iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini".

La premier ha inoltre ribadito la proposta di un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all'articolo 5 Nato, definendolo un "elemento qualificante della componente politica delle garanzie di sicurezza per l'Ucraina".

Questo elemento, sottolineato nel comunicato di Palazzo Chigi, non compare però nei bilanci tratti dai vari Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz, Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky, al termine di una giornata in cui la coalizione ha dovuto fare i conti con la freddezza di Donald Trump e il suo avvertimento agli europei sull'acquisto di petrolio dalla Russia. Per Meloni sin da subito è stata una partita politica e diplomatica complessa quella al tavolo della coalizione a trazione franco-britannica. E il risultato parziale non appare particolarmente in linea con le aspettative italiane, rinfrancate anche dalle recenti aperture di Washington.