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19 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:10
Da una parte lo scambio Washington-Kiev, con la promessa ucraina di comprare armi statunitensi per un valore di cento miliardi di dollari (con soldi dell’Unione europea). Dall’altra il piano per dire addio alla Nato – condizione imprescindibile per Mosca – e adottare, allo stesso tempo, un sistema di protezione (anche militare) da parte dei Paesi che intendono aderirvi in caso di una nuova invasione russa. All’indomani dell’incontro con Donald Trump alla Casa Bianca, i leader europei tentano di trovare un terreno comune su cui, in primis, convergere, e sul quale in un secondo momento lavorare al tavolo delle (eventuali) trattative. Nello specifico: le garanzie di sicurezza dell’Ucraina.
Al termine della videoconferenza coi leader Ue, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha rispolverato la proposta di Giorgia Meloni di sottoscrivere un’intesa, del tutto simile all’articolo 5 della Nato – in estrema sintesi, difendere l’Ucraina in caso di attacco esterno – senza che Kiev aderisca alla Nato stessa. “È il momento – ha detto Costa – di accelerare il nostro lavoro concreto per mettere in campo una garanzia simile all’articolo 5 della Nato, con il continuo impegno degli Stati Uniti“. In merito alla Coalizione dei volenterosi (vale a dire i Paesi pronti a impegnarsi militarmente per l’Ucraina, con la Francia in testa), ha aggiunto che “deve rimanere strettamente coinvolta in questo processo. Le forze armate ucraine saranno la prima linea di difesa: per questo dobbiamo rafforzare, potenziare e sbloccare il nostro sostegno militare all’Ucraina”. L’Ue è già il maggiore fornitore di sostegno militare ed economico di Kiev, ha sottolineato, “e continueremo a valutare come poter fare di più. Dopo tre anni e mezzo di guerra, cresce lo slancio attorno alle garanzie di sicurezza, incluso il consenso di Trump a partecipare a questo sforzo”. A seguito della telefonata con Volodymyr Zelensky, Costa ha detto che “le nostre massime priorità sono fermare le uccisioni, favorire lo scambio di prigionieri e garantire il ritorno delle migliaia di bambini deportati dalla Russia”. E che, a proposito di alleanze, “il futuro dell’Ucraina risiede anche nella prosperità e nella stabilità che l’adesione all’Ue può offrire“.













