Itoni ufficiali sono cauti, ma con i leader europei Giorgia Meloni è pronta a difendere il piano di pace proposto da Donald Trump per l'Ucraina.
Per la premier rappresenta un primo passo, una road map che è migliorabile ma che deve costituire un punto di partenza necessario verso un negoziato vero e proprio.
Una svolta serve con urgenza, dal punto di vista italiano, perché l'accanimento di Mosca va contro ogni scenario di distensione. Il tema dominerà i confronti bilaterali e multilaterali che la premier avrà a margine del G20 a Johannesburg, dove è atterrata nella tarda mattinata, nelle stesse ore in cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto una conversazione telefonica con il francese Emmanuel Macron, il tedesco Friedrich Merz e il britannico Keir Starmer. Con i colleghi europei Meloni si riunirà per approfondire il dossier a margine del summit in Sudafrica. Intanto, tra i vari contatti internazionali delle ultime ore, "un primo scambio di valutazioni" sulla proposta americana la premier lo ha avuto con Merz (che in giornata aveva in agenda anche una telefonata con Donald Trump). Un colloquio in cui ha rimarcato la necessità di sostenere "gli sforzi negoziali in corso" con l'obiettivo finale di "pace giusta e duratura, nell'interesse dell'intera Europa". Un aspetto del piano su cui di certo Meloni non ha dubbi è il meccanismo simil articolo 5 Nato: "È stato accolto con favore il riferimento a solide garanzie di sicurezza, integrali al più ampio quadro della stabilità europea e transatlantica, in linea con quanto da tempo proposto dall'Italia".
