Caro Corriere,

il caldo eccezionale di questi giorni sta diventando la normalità. I negazionisti del cambiamento climatico sembra che ormai siano stati sconfitti dalla realtà. Ma non è il caso ora di dividersi tra vinti e vincitori: è il momento di essere uniti e fare qualcosa, accettando anche scelte impopolari. Non tocca a noi cittadini proporre, non abbiamo competenze. Ma gli esperti ora devono farsi sentire, non solo denunciando ma proponendo. Così il nostro pianeta non può andare avanti.

Rosa Colombo

Cara Colombo,

Gli scienziati e gli esperti dell’IPCC da anni denunciano i pericoli della crisi climatica in atto, propongono soluzioni – dalla transizione verso fonti di energia rinnovabile all’adozione di pratiche agricole sostenibili – e reclamano finanziamenti adeguati. Chi è chiamato a fare delle scelte politiche, però, spesso non li ascolta (Trump è oggi il caso più eclatante). Ai cittadini tocca il compito di spronare chi governa ad agire. Come ha di recente stabilito la Corte internazionale di Giustizia definendo gli obblighi e le responsabilità degli Stati. In particolare, «la produzione, il consumo, il rilascio di licenze esplorative e la concessione di sussidi ai combustibili fossili possono costituire un atto illecito internazionale qualora determinino danni significativi al sistema climatico». E chi produce danni, d’ora in poi, potrà essere chiamato a risarcire i Paesi colpiti.