“A Gaza le temperature stanno salendo sopra i 40 gradi, peggiorando ulteriormente una situazione già disperata”. E’ l’allarme lanciato stamani via X dall’Unrwa, che denuncia come con quantità “molto limitate di acqua, aumenti la disidratazione” tra la popolazione dell’enclave palestinese martoriata dalle operazioni militari israeliane contro Hamas e altri gruppi scattate in risposta all’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele. “Continuano bombardamenti e sfollamenti forzati”, prosegue il post, sottolineando una situazione di “caldo estremo” con “elettricità e carburante limitati”. “Serve un cessate il fuoco”, ribadisce l’Unrwa.
Basta a usare “gli aiuti umanitari come un’arma” mentre nella Striscia di Gaza “la carestia si approfondisce”. Lo scrivono oltre cento ong internazionali (da Oxfam, a Medici senza frontiere, all’American near east refugee aid) in un appello-denuncia a Israele diffuso a Gerusalemme e ripreso con evidenza dalla Bbc. Le ong deplorano che le autorità israeliane non abbiano autorizzato dal 2 marzo nessun loro carico di aiuti vitali, nonostante oltre “60 richieste”; mentre la distribuzione veniva affidata in monopolio (in misura insufficiente e con minacce alla vita dei palestinesi) alla controversa Gaza humanitarial foundation (Ghf).










