L'esercito israeliano non dà tregua a Gaza dove, in attesa dell'annunciata offensiva destinata nella mente di Netanyahu a "liberare Gaza City da Hamas", non si placano i raid aerei e non si smette di contare i morti.
Secondo il ministero della Salute della Striscia sono 89 quelli delle ultime 24 ore, 31 dei quali freddati ai centri per la distribuzione degli aiuti.
Ed è anche su questi ultimi che si concentra l'attenzione del mondo, con una serie di appelli accorati rivolti ad Israele affinché consenta l'ingresso di cibo e medicine per combattere una crescente carestia. L'Onu parla di 300mila bambini a rischio malnutrizione acuta. Israele nega, presentando un suo studio secondo il quale non esiste a Gaza una "carestia diffusa", e parla solo propaganda orchestrata mostrando sui social persone affette da patologie pregresse. Una tesi smentita da fonti mediche e numerose testimonianze, tanto da far firmare a vari Paesi Ue, tra cui l'Italia, ed extra Ue, tra cui Australia e Giappone, un documento in cui si chiede al governo israeliano "di autorizzare tutte le spedizioni di aiuti delle Ong internazionali e di consentire agli operatori umanitari essenziali di svolgere le loro attività". Perché "la carestia a Gaza si sta diffondendo sotto i nostri occhi".









