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24 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 17:29

Quasi 50 persone nelle ultime 24 ore sono state uccise a Gaza mentre erano in attesa di ricevere aiuti nel Sud della Striscia. Ad aprire il fuoco, secondo quanto riferisce la Protezione civile di Gaza, sono state le forze armate israeliane. Le persone sono state falcidiate in due diversi episodi. “Le forze israeliane hanno preso di mira raduni di civili vicino alle aree di Al-Alam e Al-Shakoush con proiettili e colpi di tank – spiega la Protezione civile della Striscia – mentre cercavano di raggiungere un centro di assistenza nel nord-ovest di Rafah, a circa due chilometri da un punto di distribuzione di aiuti sostenuto dagli Usa“.

Come noto, è diventata una tragica “ricorrenza” il fatto che l’Idf apra il fuoco su cittadini palestinesi che si dirigono verso i centri di distribuzione alimentare sostenuti da Israele e Stati Uniti e gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation. L’Onu è tornata a denunciare la “carneficina” dei civili palestinesi che continuano ad essere ammazzati nel tentativo di accedere al cibo: più di 400 persone sono state uccise mentre mentre cercavano di raggiungere i punti di distribuzione “deliberatamente allestiti in zone militarizzate“. L’alto funzionario delle Nazioni Unite Jonathan Whittall – capo dell’ufficio umanitario dell’Onu per i territori palestinesi occupati – ha riferito di un ospedale Nasser “stracolmo di feriti”. Non si tratta di una tragica catena di circostanze, secondo Whittall, ma di un sistema di terrore: “Queste sono le condizioni create per uccidere“. “Quello a cui stiamo assistendo è una carneficina. È la fame usata come arma, è la condanna a morte per coloro che stanno solo cercando di sopravvivere”, ha concluso Whittall.