Roberta Pitzalis, la 38enne deceduta in Sardegna a causa del botulismo dopo aver mangiato del guacamole mal conservato, è solo l’ultimo caso. Ma quanto è diffuso il botulismo? Come prevenirlo nella conservazione dei cibi? E quali cosa bisogna fare quando se ne avvertono i sintomi? Questa scheda spiega molte cose.
In Italia, il botulismo è una malattia rara ma ancora ben presente, soprattutto dove la tradizione delle conserve fatte in casa è viva e radicata. Tra il 2001 e il 2024, il sistema di sorveglianza nazionale ha registrato 1276 casi sospetti: di questi, 574 sono stati confermati in laboratorio. La stragrande maggioranza, 526 casi (oltre il 91%), è legata al botulismo alimentare; seguono 43 episodi di botulismo infantile e 5 di botulismo da ferita.
Incidenza e mortalità
In 23 anni i decessi sono stati 15, con un tasso medio di letalità pari al 2,6%, in calo rispetto al 3,8% del primo decennio monitorato. In media, ogni anno arrivano 53 segnalazioni e ne vengono confermate 24, con un leggero aumento negli ultimi anni, dovuto anche a diagnosi più rapide e precise.
Perché l’Italia è più esposta













