«Stanno caricando i nostri soldati d’un compito impossibile. Li espongono a minacce quotidiane. Li mettono al centro d’una crisi umanitaria irrisolvibile. Ci siamo già passati, per queste cose. Abbiamo lasciato Gaza nel 2005 proprio perché era insostenibile. Che cos’è cambiato, adesso, per rendere praticabile un’occupazione militare del genere?». Di Moshe Dayan, il generalissimo con la benda all’occhio, i soldati israeliani dicevano che si svegliasse sempre con cento idee, di cui 95 pericolose, tre pessime e due brillanti.