Le guerre costano. In risorse economiche e, capitolo ancor più drammatico, in vite umane. Per portarle avanti è indispensabile il consenso politico, ma anche quello sociale. Soprattutto quando si trascinano e non raggiungono gli obiettivi prefissati.

Molti israeliani non hanno mai nascosto la loro avversione per Benjamin Netanyahu, un primo ministro già ampiamente criticato prima della guerra per i suoi guai giudiziari (l’accusa è di corruzione) e i colpi di mano alle istituzioni democratiche (come la controversa riforma alla Corte suprema del 2023).