Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

10 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 11:57

L’evacuazione, la risposta umanitaria, il problema del “dopo”. Sabato, in un colloquio avuto nel quartier generale del Comando Sud con i suoi comandanti e quelli dell’Aeronautica Militare, Eyal Zamir ha delineato i principi dell’operazione, in vista della pianificazione dettagliata dell’operazione prevista nei prossimi giorni. Nel vertice sono emersi i molti dubbi che il Capo di Stato Maggiore nutre circa la fattibilità dell’occupazione della Striscia di Gaza annunciata venerdì da Benjamin Netanyahu.

L’obiettivo principale resta la liberazione degli ostaggi e “le Israel Defense Forces faranno tutto il possibile per evitare che subiscano danni”, riferiscono fonti vicine al dossier. Così come entreranno a Gaza City e la evacueranno facendo il possibile per “proteggere i civili” e rispettare “gli standard del diritto internazionale”. L’esercito, inoltre si impegnerà a restare nelle aree conquistate nell’operazione “Gideon Chariot“: nessun ritiro, quindi, dal 75% di territorio della Striscia già occupato. Tuttavia sono ancora molti i punti interrogativi aleggiano sulla fattibilità dell’operazione.