Dopo dieci ore di vertice, il gabinetto di guerra israeliano ha approvato a larga maggioranza il piano presentato dal primo ministro Benjamin Netanyahu per la conquista di Gaza City. La decisione, annunciata al termine della riunione notturna, segna una svolta nella strategia militare dell’Idf, che dall’inizio della guerra ha evitato di entrare in parte dell’area urbana.
L’operazione, che secondo un alto funzionario sarà circoscritta alle città, prevede l’evacuazione di tutti i residenti – circa un milione di persone – verso i campi profughi centrali e altre zone della Striscia, con l’obiettivo di completare lo sgombero entro il 7 ottobre 2025, data del secondo anniversario dell’attacco di Hamas nel sud di Israele.
“L’Idf prenderà il controllo di Gaza City, garantendo assistenza umanitaria al di fuori delle zone di combattimento”, ha dichiarato l’ufficio del premier, ribadendo che la missione rientra nei cinque principi fissati per la fine della guerra: smantellamento dell’arsenale di Hamas, ritorno degli ostaggi, smilitarizzazione della Striscia, controllo della sicurezza da parte di Israele e creazione di un’amministrazione civile alternativa, diversa sia da Hamas che dall’Autorità Palestinese.










